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"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nel guardare con occhi diversi". Questa frase di Marcel Proust l'ho letta per la prima volta quando avevo vent'anni.
Era la frase che introduceva un libro di fotografia.
Ero andato fino in Toscana per conoscere la persona che lo aveva scritto e avevo portato con me tutte le diapositive migliori per avere un giudizio da quel fotografo famoso.
La passione per la fotografia cresceva ma ero ancora alle prime armi, uno di quelli che, come tanti, pensano che per scattare buone immagini bisogna viaggiare e visitare solo luoghi lontani.
Ero stato tre settimane negli Stati Uniti alla ricerca dello "scatto perfetto".
Sognavo e pianificavo un viaggio in Africa per portare a casa i migliori paesaggi e già immaginavo i colori che avrei trovato.
Ma come tanti, non consideravo il luogo dove abitavo e non mi accorgevo del paesaggio attorno a me.
Non vedevo il paesaggio attorno a me.
In quel periodo, forse per caso, o forse no, alcune persone, dopo aver visto un mio lavoro fotografico sui Colli Asolani, mi proposero di realizzare un libro di fotografie su quelle zone.
Provate a proporre a un ragazzo di vent'anni, appassionato come pochi di fotografia, di realizzare un libro proprio sui luoghi dove è nato e cresciuto…
Ho cominciato così a fotografare ad ogni ora di ogni giorno, con qualsiasi tempo, ogni angolo delle zone attorno a casa.
Così per due anni.
Ho scoperto le luci dell'alba e quelle dei tramonti.
Ho scoperto luoghi che mai avevo considerato.
Ho capito che scorci visti e rivisti mille volte possono cambiare con il cambiare della luce.
Ho scoperto i colori.
Ho scoperto le ombre.
Ho scoperto la Luce.
Ho imparato a vedere la Luce.
Forse....ho solo imparato a guardare con "occhi diversi".